martedì, gennaio 02, 2007
domenica, dicembre 31, 2006
anche io dico la mia
Se Saddam Hussein è stato "barbaramente ucciso", allora noi dobbiamo smetterla di rivendicare come giusta l'uccisione e l'ostentazione del cadavere di Mussolini e della Petacci!
Gia S. Tommaso teorizzava l'opportunità del tirannicidio, e adesso anche il "catechismo della chiesa cattolica", giustifica in alcuni casi l'uccisione del tiranno! Con questo voglio dire: se non siamo riusciti a fermarli prima: l'intervento, la guerra, il processo farsa...era impossibile pensare di risparmiare l'ultimo atto.
Gia S. Tommaso teorizzava l'opportunità del tirannicidio, e adesso anche il "catechismo della chiesa cattolica", giustifica in alcuni casi l'uccisione del tiranno! Con questo voglio dire: se non siamo riusciti a fermarli prima: l'intervento, la guerra, il processo farsa...era impossibile pensare di risparmiare l'ultimo atto.
lunedì, dicembre 25, 2006
martedì, dicembre 19, 2006
finanziaria
Comma 895:
E' istituito un apposito fondo denominato Fondo per il sostegno agli investimenti per l'innovazione degli enti locali (...)
Comma 897:
Nella valutazione dei progetti da finanziare,(...), è data priorità a quelli che utilizzano e/o sviluppano applicazione software a codice aperto. I codici sorgente, gli eseguibili e la documentazione software sviluppati sono mantenuti in un ambiente di sviluppo cooperativo(...)
Staremo a vedere come si comporterà il nostro comune di Orbetello...
E' istituito un apposito fondo denominato Fondo per il sostegno agli investimenti per l'innovazione degli enti locali (...)
Comma 897:
Nella valutazione dei progetti da finanziare,(...), è data priorità a quelli che utilizzano e/o sviluppano applicazione software a codice aperto. I codici sorgente, gli eseguibili e la documentazione software sviluppati sono mantenuti in un ambiente di sviluppo cooperativo(...)
Staremo a vedere come si comporterà il nostro comune di Orbetello...
mercoledì, dicembre 13, 2006
coccodrilli
Come commentare "l'affaire velasco?" Mi sembra che ci sia poco da commentare. Concordo totalmente con il mio amico innominato, rivoltando completamente la frittata a chi adesso fa il piagnone. Mi sembra di ricordare che l'hanno cercato loro, sostenuto e voluto a tutti i costi. Quindi delle due l'una:
o non conoscevano il significato della parola "moderato",
oppure adesso fanno il pianto del coccodrillo!
mercoledì, dicembre 06, 2006
Indymedia è chiusa. Riaprirà, (forse) ripartendo dal territorio, dal basso, come nelle intenzioni iniziali. E' stata un'esperienza unica e paradigmatica per l'informazione, almeno all'inizio. Poi si è persa, giusta l'osservazione riportata da Diario, di un mediattivista che commenta così:"Ha chiuso il Pci, ha chiuso Lotta Continua, è normale che chiuda anche Indymedia Italia". Indymedia 2.0 riaprirà con più attenzione al locale, un ritorno a raccontare i vari microcosmi che vivono e amministrano le realtà più prossime.
Uno studio riportato in un libro di qualche anno fa:"Giornalismo 2.0 fare informazione al tempo di Internet Staglianò, Carocci", documenta che "le notizie locali la fanno da padrone nella hit parade dei navigatori", e che il "44% dei consumatori di notizie locali si è infatti detto "molto soddisfatto" della propria esperienza". Mettiamo questo a confronto con l' articolo che potete trovare all'indirizzo per riflettere sulle nostre prospettive di sviluppo. Secondo me più che l'autostrade, le grandi infrastrutture, spesso luogo di incredibili speculazioni; bisognerebbe dotare il nostro territorio, le nostre aziende, i nostri giovani studenti delle infrastrutture della comunicazione per competere con gli altri territori.
Uno studio riportato in un libro di qualche anno fa:"Giornalismo 2.0 fare informazione al tempo di Internet Staglianò, Carocci", documenta che "le notizie locali la fanno da padrone nella hit parade dei navigatori", e che il "44% dei consumatori di notizie locali si è infatti detto "molto soddisfatto" della propria esperienza". Mettiamo questo a confronto con l' articolo che potete trovare all'indirizzo per riflettere sulle nostre prospettive di sviluppo. Secondo me più che l'autostrade, le grandi infrastrutture, spesso luogo di incredibili speculazioni; bisognerebbe dotare il nostro territorio, le nostre aziende, i nostri giovani studenti delle infrastrutture della comunicazione per competere con gli altri territori.
venerdì, dicembre 01, 2006
partecipazione
Quasi tre anni fa organizzai personalmente un convegno sul tema della partecipazione. Il centro- sinistra orbetellano era una nebulosa indefinita. Nessuno si immaginava un Matteli sindaco, Di vincenzo dominava (come adesso del resto)e io molto sommessamente suggerivo una possibile idea forte da abbracciare in toto per lavorarci sopra. Lavorarci, studiare per controbattere con i contenuti alla corrazzata di consensi e voti dell'uscente giunta.
Fu un buon convegno con un grande relatore come il Prof. Tarozzi che inquadrò l'argomento e illustrò praticamente gli strumenti tecnico-istituzionali per agire nel locale a livello di partecipazione. Un altro relatore fu l'allore assessore Saragosa che sperimentava nella vicina Follonica pratiche di partecipazione da osservare attentamente. A tal proposito, un inciso, mi sembra che anche lui soffra della sindrome Cofferati. Andando al potere si dimenticano le buone intenzioni.
Ho letto diversi articoli sull'argomento, che lo affrontavano con l'occhio più attento alle forme di e-democracy che stanno emergendo e che dovrebbero cambiare l'attuale forma della democrazia.
Mi chiedo, dove se non nella dimensione locale dovrebbe avvenire tale trasformazione? A che punto siamo noi a Orbetello? Può bastare un semplice sito internet come quello del comune ma senza nesuna modalità di interazione?
Un think.thank democratico come Vision immagina alcune soluzioni:
sperimentare forme più dirette di coivolgimento cambiando più spesso anche parzialmente i nostri rappresentanti; forme di competizione più politica e meno generale (cioè mirando maggiormente le elezioni a seconda delle competenze), infine si tratta di restituire potere informativo a un processo che è stato messo fuori mercato.
Come?
Fu un buon convegno con un grande relatore come il Prof. Tarozzi che inquadrò l'argomento e illustrò praticamente gli strumenti tecnico-istituzionali per agire nel locale a livello di partecipazione. Un altro relatore fu l'allore assessore Saragosa che sperimentava nella vicina Follonica pratiche di partecipazione da osservare attentamente. A tal proposito, un inciso, mi sembra che anche lui soffra della sindrome Cofferati. Andando al potere si dimenticano le buone intenzioni.
Ho letto diversi articoli sull'argomento, che lo affrontavano con l'occhio più attento alle forme di e-democracy che stanno emergendo e che dovrebbero cambiare l'attuale forma della democrazia.
Mi chiedo, dove se non nella dimensione locale dovrebbe avvenire tale trasformazione? A che punto siamo noi a Orbetello? Può bastare un semplice sito internet come quello del comune ma senza nesuna modalità di interazione?
Un think.thank democratico come Vision immagina alcune soluzioni:
sperimentare forme più dirette di coivolgimento cambiando più spesso anche parzialmente i nostri rappresentanti; forme di competizione più politica e meno generale (cioè mirando maggiormente le elezioni a seconda delle competenze), infine si tratta di restituire potere informativo a un processo che è stato messo fuori mercato.
Come?
martedì, novembre 28, 2006
deaglio
Non scriverò niente di nuovo (come sempre del resto).
Premesso questo, ho visto il Film di Deaglio. Il documentario si regge su due fatti potentissimi: la diminuzione delle schede bianche, e la "strana" scomparsa di Pisanu dal Viminale per andare a Palazzo Grazioli da Berlusconi.
Per il resto, il giornalista non trova prove, ma attraverso processi deduttivi e un'intervista ad una "gola profonda" arriva a sospettare che le elezioni siano state truccate.Su http://www.beppegrillo.it/ c'è una strana conferenza di Dalla Chiesa da scaricare...
lunedì, novembre 27, 2006
libri che sfoglio compulsivamente
Lessig, un libro da leggere assolutamente a chi è minimamente interessato a quello che succede in rete e a quello che succederà al nostro futuro. Lessig è il giurista democratico creatore dei "creative commons" movimento che rilascia una licenza per regolare l'accesso e la riproduzioni dei contenuti in rete.
Opinioni a mezzo stampa, Ferrigolo pubblicato da Ed. Riuniti è uno schematico libro su quella particolare razza di pensatori che sono gli editorialisti. Interessantissimo anche se come ho detto un pò schematico, soprattutto le sezioni che riguardano i rapporti tra editorialisti e direttori.
Ora comincio il libro di Mucchetti sull'haker del corriere.
domenica, novembre 26, 2006
sono tornato
Finalmente un nuovo pc.
Riprenderò a scrivere sui soliti argomenti. Di cose sono successe a volontà, nel micro e nel macro...dovrò solo riprendere il filo del discorso.
a presto.
p.s. desidero ringraziare pubblicamente (tanto chi mi legge!!!) Vittorio per le dritte informatiche e per avermi messo al numero 1 nella sua lista di Blog. I Blog successivi sono spaziali e io mi sento un pivello, ma grazie di cuore.http://udiopz.altervista.org/Pagine/links.php per chi voglia visitare il suo fantastico sito!
Riprenderò a scrivere sui soliti argomenti. Di cose sono successe a volontà, nel micro e nel macro...dovrò solo riprendere il filo del discorso.
a presto.
p.s. desidero ringraziare pubblicamente (tanto chi mi legge!!!) Vittorio per le dritte informatiche e per avermi messo al numero 1 nella sua lista di Blog. I Blog successivi sono spaziali e io mi sento un pivello, ma grazie di cuore.http://udiopz.altervista.org/Pagine/links.php per chi voglia visitare il suo fantastico sito!
lunedì, novembre 06, 2006
addio?
Il mio mitico portatile, archivio di migliaia di files fondamentali per il futuro dell'umanità mi ha probabilmente lasciato.
Hard disk bruciato è questa la sentenza.
Scrivo ora sul pc del mio fratello per non perdere l'abitudine, aspettando la notte che, dicono, porta consiglio.
Intanto torno a studiare.
venerdì, novembre 03, 2006
carta e non solo
Il manifesto è il giornale che maggiormente si occupa della propria morte! E da soggettto coscienzioso va alla ricerca dell'assassino. Nella rubrica settimanale "chip & salsa", troviamo sempre piu' frequentemente articoli che riflettono sul questo argomento. Nel numero di questa settiman, scaricabile all'indirizzo si trovano notizie e riflessioni interessanti. Vorrei segnalare solamente questa frase del "vero reazionario, ma intelligente" Murdoch che ammette candidamente che i nostri lettori sanno piu' cose di noi.
Non è forse questa la piu' grande novità portata da internet? Il fatto che a livello di informazioni puoi competere tranquillamente con chi lo fa di professione, e se il giornalista in questione non torna a battere le strade malfamate delle città e non mi da un informazione a cui io non posso accedere tanto vale che vada a casa. Gli "user generated contents" mi sembra la vera rivoluzione veicolata dal Web.
mercoledì, novembre 01, 2006
la guerra delle idee
Gustatus è una bella manifestazione. Possiamo discutere dell'eccessivo costo delle cene, della mancanza di pubblicità e di altre cose...comunque è una cosa ganza! Aggirandomi per gli stands mi sale ancora di piu' una rabbia per le iniziative che questa squallida amministrazione part-time riesce a fare.
Idee come la valorizzazione del territorio, dei sapori, dei saperi...la collaborazione con slow food erano fino a poco tempo fa considerate:"robba de comunisti"!.
E ora? Che ci inventiamo? Il punto di vista culturale, da noi sbandierato ai quattro venti, (che palle, voglio risentire le forze di sinistra che rivendicano marxianamente, il primato dell'economia)rischia di diventare una gabbia da cui è difficile proporre idee nuove.
Credo che potrebbe spettare a noi cominciare a riflettere su queste questioni. Prepariamoci qualcosa per l'incontro.
Io propongo di farci vivi...una serie di conferenze sullo sviluppo locale organizzate da noi con qualche collaborazione:
Lavoro
Laguna
Sitoco
Tutti temi da analizzare dal punto di vista dell'innovazione e dei cambiamenti delle nostra realtà.
martedì, ottobre 31, 2006
spiegazioni
Voglio spiegarmi.Per qualche secondo sul mio blog è apparso un'immagine rivoltante, da me assolutamente non postata. Perchè? NOn lo sò, volevo mettere un'immagine di un piatto di spaghetti per invitare chiunque legga questo blog a cena a casa mia.
Ciao.
Ciao.
scuse
Qualsiasi immagine vediate non è frutto della mia scelta. Ma non sò per quale motivo si è caricata.
mi scuso.
mi scuso.
domenica, ottobre 22, 2006
moretti
Domenica di festa passata completamente in casa, causa pseudo-malattia della figlia. E'talmente piccola e ingenua che ancora non capisce che la finzione deve cominciare il lunedi?
Quindi...lettura inutile di quotidiani di opposte vedute "sole 24 ore", "il manifesto". La finanziaria che viene criticata da MOntezemolo e difesa dalla sinistra radicale, la politica estera con la sterzata preelettorale di Bush (attenta sinistra italiana)!e il pomeriggio ascoltando Moretti su radio3 che parla del piu' e del meno...aspettando la Gabanelli stasera.
Che dice Moretti? Parla di cinema, di politica di sport...ma non entra mai nei nodi aperti in quella famosa fredda serata di P.zza Navona.
COn questa classe dirigente non andremo da nessuna parte, aveva suppergiu tuonato l'intellettuale. DIvidendo in due i commentatori...torni ad occuparsi di cinema e dall'altra parte...bravo e tutta la stagione girotondina successiva.
E ora? La classe dirigente è sempre la stessa. E' diventata di governo e cerca di creare su carta il partito democratico. Come la mettiamo?
Per parte mia: io non partecipo. Che se lo faccino pure il partito democratico...io seguendo gli insegnamenti di M. Revelli, credo che la "la sinistra o sarà sociale o non sarà".
"La sinista sociale" Bollati boringhieri, pag 155.
sabato, ottobre 14, 2006
innovazione
Navigando sul sito della provincia di Grosseto si trova un progetto che si chiama Suap che intende stabilire nuove norme di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione per la realizzazione, l’ampliamento, la ristrutturazione e la riconversione di impianti produttivi.La Provincia si è impegnata da tempo per favorire, a vantaggio della nascita e del consolidamento degli sportelli unici, processi di cambiamento organizzativo, amministrativo, tecnologico in un’ottica di crescita dell’efficacia e dell’efficienza amministrativa. C'è una lista lunga di comuni aderenti, indovinate quale comune manca?
Indovinato, l'efficentissimo, produttivissimo, aggiornatissimo Comune di Orbetello!!!
Non ci dovremmo stupire piu' di tanto invece, perchè scorrendo le infinite deleghe dei singoli assessori, non c'è neanche lo straccio di una delega che si avvicini alla parola innovazione...ma nel compenso la banda continua a suonare!!!!!!
lunedì, ottobre 09, 2006
risparmi
Se la finanziaria passa così com'è ci saranno delle durissime strette agli enti locali. Il nostro Comune in materia di tasse non è secondo a nessuno. Ici tra le piu' alte della Toscana, asili nido improponibili per le tasche medie ecc...
Sul web è nata un'iniziativa che potrebbe far risparmiare un sacco di soldi alle pubbliche amministrazioni. Si tratta dell'adozione di software libero nelle amministrazioni.http://www.youtube.com/watch?v=TBcpCKdKa9M&mode=related&search=
è il link dove potere vedere il filmato realizzato dalla trasmissione telecamere e quello che segue è il testo della petizione.
Fatte le giuste proporzioni con i dati che riportano, credo che si possa ipotizzare un buon risparmio di soldoni!
-- La lettera --
"Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell'Economia, al Ministro per le riforme e le innovazioni nella Pubblica Amministrazione e a tutti i Dirigenti della Pubblica Amministrazione.
In questi giorni la scoperta della preoccupante situazione dei conti pubblici ci fa presagire la necessità di dover affrontare sacrifici per il bene del Paese.
Noi cittadini, fiduciosi nei nostri amministratori, speriamo che ci guideranno competentemente nel recupero del disavanzo primario. Come sappiamo, ciò è fondamentale per dare fiducia ai mercati innescando il meccanismo virtuoso che aiuta a ridurre il deficit tenendo basso il costo del denaro.
Ridurre il deficit del settore pubblico è senza dubbio un obiettivo importante che tutti ci auguriamo sia perseguito con equità. Quelli di noi che sono alla ricerca di un lavoro sono preoccupati dell'eventualità di provvedimenti come blocchi delle assunzioni. In molti poi, siamo preoccupati per l'eventualità che i tagli più severi colpiscano settori già gravemente compromessi quali la sanità, l’istruzione, la ricerca.
Come in una famiglia, quando ci sono sacrifici da fare è necessario che con equità tutti accettino di fare la loro parte per il bene di tutti. E come in una famiglia, quando si decide di fare dei sacrifici, si comincia sempre tagliando prima le spese superflue.
Ogni anno la Pubblica Amministrazione del nostro paese spende molto denaro per acquistare software proprietari, quando se ne potrebbero usare di analoghi, distribuiti liberamente, cioè gratis. A titolo di puro esempio, ricordo che nell'anno 2004 sono stati spesi in software applicativo 483,801 Milioni di Euro, che si vanno a sommare ai 438,728 Milioni di Euro destinati ad hardware e software di base. Questi dati includono solo una minima parte delle risorse destinate a questo scopo perché riguardano solo le spese delle amministrazioni centrali.
Scuole, universita' ed enti di ricerca destinano altre risorse allo stesso scopo.
(Fonte: http://homes.stat.unipd.it/mmzz/Papers/cnipa2004.pdf)
Pensi per esempio che solo il Comune di Milano, in licenze Microsoft, destina circa trecentomila euro ogni anno.
(Fonte: http://attivissimo.blogspot.com/2006/03/milano-kamasutra-update.html)
Come cittadini apprezzeremmo molto se, prima di approvare contromisure come ad esempio i blocchi alle assunzioni o agli stipendi, si decidesse di adottare il criterio del risparmio limitando i costi dei programmi proprietari. Questo risultato si potrebbe ottenere mediante l'estensione delle modalità di procurement CONSIP al software Libero (come risulta dell'indagine: “USARE L' OPEN SOURCE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE” del 2003).
Del resto mentre la spesa per stipendi è un costo che però va a finanziare la domanda aggregata dei beni e servizi del nostro paese, i costi delle licenze vanno per la maggior parte ad accrescere i profitti di imprese multinazionali che non saranno spesi nel nostro paese.
Dai rapporti del CNIPA risulta che l'Italia si colloca al 4° posto al mondo tra gli sviluppatori di programmi liberi. La nostra Pubblica Amministrazione non è sicuramente fra le prime 4 al mondo per risparmio derivato dal Software Libero, mentre altri paesi come il Venezuela, il Brasile, la Cina, l'Iran e il Bhutan hanno deciso di abbattere i costi delle licenze utilizzando esclusivamente Software Libero.
La proprietà intellettuale assicura ai detentori dei diritti sul software un reddito praticamente eterno, a fronte di un solo sforzo di sviluppo e ricerca, che si è concluso nel momento in cui si registra il brevetto. La teoria economica ci insegna che tutte le volte che qualcuno percepisce un reddito che non produce, c’è qualcun altro che produce un reddito che non percepisce: in questo caso ci sembra evidente che a produrre senza percepire siamo tutti noi, attraverso un apparato che destina enormi risorse pubbliche al pagamento di licenze sui software. Esistono alternative gratuite, altrettanto valide, e data la situazione economica del paese sarebbe grave non tenerne conto.
Caro Presidente, caro Ministro, cari Dirigenti, confidiamo dunque nella possibilità che l'alternativa dell'utilizzo del Software Libero venga da voi presa in seria considerazione.
Cordiali Saluti.
domenica, ottobre 08, 2006
ancora giornalisti
In riferimento al post di ieri,e premesso che il tg di Fede è molto piu' bello di altri...vedi il panino di Mimum, l'infoentertainement del tg2 ecc...sarebbe un peccato sostituire un tale personaggio con qualcuno di noi!!!
Sapremmo fare di meglio?
A parte scherzi, il mondo dell'informazione è in lutto per la morte della valida giornalista Politkovskaja che ha tentato in tutti i modi di testimoniare l'etnocidio della Cecenia. Come il nostro conterraneo Antonio Russo, morto ammazzato e dimenticato a 25 km da tiblisi, tentava di squarciare il velo di silenzio di un massacro che avviene a fasi alterne dal 1994.
Perchè nessuno ferma Putin nella sua "operazione antiterrorismo"? Forse il gas?
Concludo il post con una citazione da un libro appena uscito dalla Bur che si chiama "Perchè ci odiano?". Nella post-fazione del libro scritta da G. Fornoni c'è un'intervista alla giornalista che mette i brividi:
"Le chiedo se qualche volta ha paura, se non ha mai pensato di essere piu' prudente in quello che scrive e che denuncia, la Polikovskaya risponde:Certo che ho paura ma questa è la mia professione. Avere paura è una cosa tua personale. Ciò che conta veramente è dare voce alla gente, raccontare questa grande tragedia del nostro paese..."
venerdì, ottobre 06, 2006
appello
I Giornalisti sono in sciopero! E chi se ne frega!
Mi spiego meglio, massimo rispetto per tutti i lavoratori e lavoratrici che vengono sottopagati,sottopagati da editori senza scrupoli, ma insomma...che comincino anche loro a riflettere sull'antistorico limite della corporazione a cui appartengono.
Bersani ha intaccato con il suo decreto molte rendite di posizione (alcune veramente schifose), perchè non ha toccato i giornalisti? Forse perchè moltissimi parlamentari, sono ancora giornalisti e godono dei privilegi...e voi/noi che ci informiamo, scriviamo pensiamo siamo tagliati fuori dal giro.
Faccio un appello agli studenti di comunicazione e a quelli in generale interessati all'argomento. Organizzate nelle vostre aule universitarie incontri con studiosi, politici addetti ai lavori e fate sentire la vostra voce. Magari utilizzando come brogliaccio (da rivedere sicuramente) questa proposta di legge del presidente della commissione affari della camere Daniele Capezzone.
PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1
1. Sono abrogati la legge 3 febbraio 1963, n. 69, sull’ordinamento della professione di giornalista ed il relativo regolamento di attuazione, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 4 febbraio 1969, n. 115.
Art. 2
1. È istituita la carta d’identità professionale del giornalista della quale i titolari si possono avvalere per beneficiare delle disposizioni adottate in favore dei rappresentanti della stampa dalle autorità amministrative e per qualsiasi altra facilitazione prevista per chi svolga attività di giornalista professionista.
Art. 3
1. Per ottenere la carta di identità professionale di cui all’articolo 2 è necessario essere giornalista professionista, intendendosi con tale espressione l’avere per occupazione principale, regolare e retribuita, l’esercizio della professione di giornalista in una pubblicazione quotidiana o periodica, in una emittente radiofonica o televisiva o in una agenzia di stampa, anche quando le stesse abbiano diffusione prevalentemente o esclusivamente telematica.
2. Sono inoltre considerati giornalisti professionisti e possono richiedere la carta d’identità professionale:
a) i giornalisti liberi che, senza essere al servizio di una data pubblicazione, emittente o agenzia, esercitino il giornalismo come occupazione principale e regolare, ricavandone le principali risorse necessarie alla loro esistenza;
b) i fotoreporter, cineoperatori e reporter-cameramen, che operino come giornalisti professionisti secondo i criteri di cui alla lettera a) del presente comma e di cui al comma 1;
c) i giornalisti italiani residenti all’estero corrispondenti regolari di pubblicazioni, emittenti o agenzie italiane;
d) i giornalisti stranieri o apolidi domiciliati in Italia che abbiano una occupazione giornalistica regolare.
Art. 4
1. La carta d’identità professionale è rilasciata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a chi possa documentare di essere da almeno un anno nelle condizioni previste all’articolo 3.
2. Presso l’Autorità è istituito il registro dei giornalisti, per il deposito della comunicazione necessaria all’ottenimento della carta d’identità professionale, che viene consegnata entro un mese dalla data di presentazione della richiesta. Qualora la documentazione sia insufficiente, l’Autorità, con decisione motivata, respinge la richiesta. La richiesta può essere rinnovata dopo tre mesi da ogni risposta negativa.
Art. 5
1. La carta di identità professionale è rinnovata ogni tre anni e resta valida fino a quando non cessano le forme di rapporto professionale previste dall’articolo 3. Il titolare decade in tal caso da ogni beneficio ed è tenuto a darne comunicazione all’Autorità entro sei mesi dalla cessazione del rapporto professionale.
Mi spiego meglio, massimo rispetto per tutti i lavoratori e lavoratrici che vengono sottopagati,sottopagati da editori senza scrupoli, ma insomma...che comincino anche loro a riflettere sull'antistorico limite della corporazione a cui appartengono.
Bersani ha intaccato con il suo decreto molte rendite di posizione (alcune veramente schifose), perchè non ha toccato i giornalisti? Forse perchè moltissimi parlamentari, sono ancora giornalisti e godono dei privilegi...e voi/noi che ci informiamo, scriviamo pensiamo siamo tagliati fuori dal giro.
Faccio un appello agli studenti di comunicazione e a quelli in generale interessati all'argomento. Organizzate nelle vostre aule universitarie incontri con studiosi, politici addetti ai lavori e fate sentire la vostra voce. Magari utilizzando come brogliaccio (da rivedere sicuramente) questa proposta di legge del presidente della commissione affari della camere Daniele Capezzone.
PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1
1. Sono abrogati la legge 3 febbraio 1963, n. 69, sull’ordinamento della professione di giornalista ed il relativo regolamento di attuazione, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 4 febbraio 1969, n. 115.
Art. 2
1. È istituita la carta d’identità professionale del giornalista della quale i titolari si possono avvalere per beneficiare delle disposizioni adottate in favore dei rappresentanti della stampa dalle autorità amministrative e per qualsiasi altra facilitazione prevista per chi svolga attività di giornalista professionista.
Art. 3
1. Per ottenere la carta di identità professionale di cui all’articolo 2 è necessario essere giornalista professionista, intendendosi con tale espressione l’avere per occupazione principale, regolare e retribuita, l’esercizio della professione di giornalista in una pubblicazione quotidiana o periodica, in una emittente radiofonica o televisiva o in una agenzia di stampa, anche quando le stesse abbiano diffusione prevalentemente o esclusivamente telematica.
2. Sono inoltre considerati giornalisti professionisti e possono richiedere la carta d’identità professionale:
a) i giornalisti liberi che, senza essere al servizio di una data pubblicazione, emittente o agenzia, esercitino il giornalismo come occupazione principale e regolare, ricavandone le principali risorse necessarie alla loro esistenza;
b) i fotoreporter, cineoperatori e reporter-cameramen, che operino come giornalisti professionisti secondo i criteri di cui alla lettera a) del presente comma e di cui al comma 1;
c) i giornalisti italiani residenti all’estero corrispondenti regolari di pubblicazioni, emittenti o agenzie italiane;
d) i giornalisti stranieri o apolidi domiciliati in Italia che abbiano una occupazione giornalistica regolare.
Art. 4
1. La carta d’identità professionale è rilasciata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a chi possa documentare di essere da almeno un anno nelle condizioni previste all’articolo 3.
2. Presso l’Autorità è istituito il registro dei giornalisti, per il deposito della comunicazione necessaria all’ottenimento della carta d’identità professionale, che viene consegnata entro un mese dalla data di presentazione della richiesta. Qualora la documentazione sia insufficiente, l’Autorità, con decisione motivata, respinge la richiesta. La richiesta può essere rinnovata dopo tre mesi da ogni risposta negativa.
Art. 5
1. La carta di identità professionale è rinnovata ogni tre anni e resta valida fino a quando non cessano le forme di rapporto professionale previste dall’articolo 3. Il titolare decade in tal caso da ogni beneficio ed è tenuto a darne comunicazione all’Autorità entro sei mesi dalla cessazione del rapporto professionale.
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